Perché le competenze digitali e le risorse umane devono essere prioritarie per le aziende?

Le competenze digitali e le risorse umane sono diventate una condizione obbligatoria per le aziende. Le organizzazioni sono costrette a sviluppare nuove capacità personali e professionali che siano in linea con l’evoluzione tecnologica, affinché risultino un giusto mix tra conoscenze tecnologiche e soft skills.

Se prima un lavoratore doveva possedere conoscenze, competenze nel proprio campo e doti relazionali, oggi vengono richieste anche competenze digitali. La Trasformazione Digitale sta rivoluzionando il mondo del lavoro e le aziende hanno iniziato ad implementare sistemi tecnologici e strategie digitali, per offrire ai clienti esperienze sempre più all’avanguardia, intense e realistiche.


Ma cosa sono le Competenze digitali e perché sono necessarie quanto le Risorse Umane per fare la differenza?

La competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione): l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet”.
Definizione proposta, nel 2006, dal Parlamento Europeo.

Nell’attualizzare questa definizione, basta essere consapevoli del fatto che l’ICT è sempre più presente in tutte le professioni e che le Competenze Digitali e le Risorse Umane risentono fortemente delle evoluzioni tecnologiche.

Oggi le aziende che possiedono competenze digitali sono in grado di essere competitive sul mercato, rispetto a coloro che mantengono un’impostazione più tradizionale e che rischiano la chiusura definitiva.

Perché le Competenze Digitali devono essere prioritarie per le aziende?

Al giorno d’oggi le vecchie competenze non sono più sufficienti per riuscire ad essere competitivi e dominare il mercato del lavoro. Lo svolgimento delle mansioni sono cambiate completamente con l’arrivo dell’era digitale, così come i comportamenti e le abitudini dei consumatori. Con l’avvento dell’Industria 4.0 sono sorti nuovi posti di lavoro, come quelli relativi al mondo del Web Marketing o all’IT.

Quando un lavoratore viene assunto, è necessario che possieda delle competenze digitali più o meno sviluppate, sulla base delle mansioni che andrà a ricoprire. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica è talmente veloce che, le organizzazioni si trovano con la continua difficolta di trovare persone sempre più formate, qualificate ed aggiornate. Quindi le aziende devono riuscire a dare la giusta importanza a questo aspetto fondamentale e formare i propri impiegati per affrontare le sfide del mercato.

Come devono reagire le risorse umane davanti all’innovazione tecnologica?

Il ruolo fondamentale delle competenze digitali in ogni business dovrebbe essere ormai chiaro a tutte le organizzazioni. E così, le Risorse Umane si vedono sempre più costrette a fare la distinzione tra le hard skill e le soft skill.

Le Hard Skill, sono competenze concrete che l’individuo acquisisce durante il suo percorso formativo o lavorativo. Servono per affrontare il lavoro nel senso più pratico possibile.

Mentre le Soft Skill, sono le competenze e capacità che appartengono all’individuo in maniera più personale. Sono trasversali, non qualificabili e difficilmente si possono insegnare.

Le RH hanno il ruolo di capire le differenze tra le Hard e Soft Skill; cosi come aver ben chiaro a che punto si trova la propria azienda rispetto al mercato. Questa consapevolezza è la base di partenza per capire che cosa serve all’organizzazione per continuare a innovare e per far crescere l’attività.

Le competenze Digitali Hard e Soft

Quando si parla delle Digital Hard Skill è nell’interesse del imprenditore e delle Risorse Umane, dare l’opportunità agli impiegati di perfezionare le proprie competenze digitali per la azienda. In questo modo, i collaboratori riusciranno a crescere sia a livello professionale che personale, portando un contributo positivo all’attività stessa.

Inoltre, iniziano ad essere indispensabili figure dedicate all’analisi, alla gestione,  e all’interpretazione dei dati: il Cloud, l’IoT e la Cybersecurity; per cui le aziende hanno bisogno di professionisti specializzati nella progettazione e nello sviluppo.

Le Digital Soft Skill sono collegate alla cultura, al modo di interagire con gli altri, di comunicare, di lavorare in team. Possono sicuramente essere sviluppate, ma sono delle abilità trasversali e non quantificabili che fanno parte della personalità dell’individuo e che derivano dalle sue esperienze di vita.

Quindi, il CEO e le Risorse Umane di un’azienda non dovrebbero limitarsi alla valutazione – ovviamente importante – delle capacità tecniche e pratiche dei suoi collaboratori. Ma prendere in considerazione anche le attitudini che caratterizzano gli individui e che possono essere utili alla gestione del lavoro.

Il ruolo fondamentale delle competenze digitali in ogni business è ormai chiaro a tutte le aziende. Ma c’è un’altra cosa a cui si deve prestare particolare attenzione… al Digital Mismatch!

Competenze Digitali: l’importanza del Mismatch

La richiesta di Competenze Digitali sta vivendo una crescita continua, ma non sempre c’è un adeguato riscontro in termini di formazione universitaria e aziendale. Il Digital Mismatch è il divario tra le competenze possedute dai lavoratori e quelle che oggi richiede il mondo del lavoro.

Secondo le rilevazioni del Cedefop (Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale), per il 2025 nasceranno circa 46 milioni di opportunità di lavoro (su un totale di 107 milioni), che prevedono una preparazione di livello universitario specializzata, e una diminuzione di quelli a bassa qualificazione. La differenza sta nelle Competenze Digitali, che non saranno di natura tecnologica, ma faranno riferimento ad un mix tra le competenze di processo, abilità sociali e le Soft Skill. Queste ultime giocheranno un ruolo in primo piano, dato che sono determinanti per risolvere problemi complessi, collaborare, relazionarsi, e comunicare.

Rapporto DESI 2020: ora l’Italia è ultima, perse due posizioni.

Secondo il rapporto DESI 2020, siamo all’ultimo posto per la digitalizzazione dell’area Capitale Umano nella classifica dei Paesi dell’UE. Questo significa che nel 2019 ha perso due posizioni. Solo il 42% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede le competenze digitali di base (58% nell’UE), e solo il 22% dispone di competenze digitali superiori a quelle di base (33% nell’UE).

Indice di digitalizzazione DESI 2020

A usare abitualmente internet è solo il 74% degli italiani. Inoltre, anche se l’Italia si colloca in una posizione relativamente alta nell’offerta di servizi pubblici digitali, il loro utilizzo rimane scarso. Allo stesso modo, le aziende italiane sono indietro rispetto gli altri stati dell’UE nell’utilizzo di tecnologie come il Cloud e i Big Data, e anche nell’adozione del commercio elettronico.

Inoltre, la quota dei laureati italiani nel settore TIC è rimasta stabile rispetto al rapporto DESI 2019: solo l’1%  e si tratta del dato più basso di tutta l’UE. Anche se si è registrato un incremento della percentuale degli specialisti TIC (sono arrivati al 2,8% dell’occupazione totale), in Italia siamo ancora al di sotto della media UE (3,9%).

Conclusione

Il mondo del lavoro è cambiato ed è in continua evoluzione. La valutazione della persona, dal punto di vista lavorativo, non avviene più solo in maniera lineare, con la lettura del curriculum e delle competenze acquisite. Quindi, hanno grande importanza anche tutte le Soft Skills, che rendono una persona l’impiegato giusto per un’azienda.

Typewriter vs computer

Sono sempre più in aumento le professioni che richiedono un mix di competenze hard e soft. Ma ancora molte persone non sono preparate a questo tipo di richieste, dando luogo al gap tra la domanda e l’offerta. Questo, purtroppo, si verifica perché lo sviluppo e l’innovazione vanno più veloci rispetto alla formazione scolastica e universitaria, e un considerevole numero di aspiranti lavoratori o già lavoratori, presentano delle notevole lacune sulle competenze digitali per le aziende.

Davanti a queste carenze, sarebbe opportuno complementare il mondo aziendale e quello scolastico/universitario, in modo da preparare le persone in maniera coerente con le richieste lavorative di oggi e di domani, oltre che investire sulle proprie Risorse Umane attraverso corsi di formazione e di aggiornamento.

È nell’interesse del imprenditore puntare sulla crescita dei suoi impiegati. I lavoratori preparati e stimolati, si impegneranno maggiormente a favore dell’attività, e porteranno prestigio e valore aggiunto all’azienda.

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